DAL DIBATTITO ALL'AZIONE
La posizione espressa dal Forum
all'incontro di Disarma
L'incontro di quattro giorni organizzato a Sesto Fiorentino da Disarma - Il coraggio della pace si è concluso domenica 4 ottobre con un dibattito sulle prospettive della lotta alle guerre e al governo Meloni. Riportiamo nel riquadro sottostante le conclusioni tratte da Claudio Grassi.
A onor del vero la discussione del giorno 4 non ha avuto una centralità di riferimento. L’unico elemento emerso con chiarezza è stata la valutazione del rapporto col “campo largo” con una prevalente opinione anti-Dem. In sostanza la tendenza era quella di esprimersi pro o contro una questione che riguarda il posizionamento politico e, da quello che abbiamo, capito l'aria che tira non è favorevole alla collaborazione coi Dem.
Alcuni, e tra questi il Forum, hanno cercato di superare le secche di una discussione che usciva dai compiti specifici dell'incontro per riproporre il tema centrale della funzione di un movimento contro le guerre e contro il governo Meloni. Per questo l’intervento del Forum ha sottolineato la necessità per un movimento come Disarma di capire bene la funzione da svolgere in questa fase.
Il parere espresso in proposito dal Forum è che nella fase attuale non bisogna lasciare che la prospettiva politica sia affidata solo ad alcuni soggetti istituzionali, ma creare le condizioni perchè il popolo della pace e della Costituzione intervenga in maniera organizzata e incida sulle decisioni.
Che significa questo? Certamente non abbiamo in mente la creazione di qualche nuova formazione politica o lista elettorale. L'intenzione invece è quella di creare un movimento che accompagni questa fase pre-elettorale con una partecipazione di massa che incida sulle scelte da fare rispetto alla guerra e al programma di un governo di alternativa. In altri termini siamo dell'opinione, come abbiamo detto nell'intervento, che bisogna stare nel gorgo delle contraddizioni e trovare il punto più avanzato di una prospettiva politica, tenendo conto delle caratteristiche delle forze in campo e dei rapporti di forza. Chi è abituato a puntare sui miraggi elettoralistici anzichè valutare politicamente i dati suggeriti dalla situazione oggettiva dimostra miopia politica.
Questo ragionamento, per quanto ci riguarda, si accompagna anche a una valutazione sullo stato di salute dell'area che auspica un serio cambiamento di prospettiva politica, sulla guerra e sul programma concreto di governo. Su questo punto abbiamo espresso forti preoccupazioni. La telenovela sulle primarie e una indecisione sul programma stanno portando il popolo della pace e della Costituzione a stabilizzarsi su una posizione attendista che potrebbe preludere a un disimpegno politico ed elettorale al momento giusto. E' appunto questa passività o, peggio, confusione politica che va combattuta riprendendo una mobilitazione forte e unitaria. Non bisogna attendere gli accordi di vertice, ma essere nelle piazze a dimostrazione che esiste una volontà di lotta e partecipazione di cui si dovrà necessariamente tener conto, un movimento organizzato e consapevole che denunci la legge truffa, esiga che l'Italia stia fuori dalle guerre e si batta per la difesa della Costituzione. Francia e Spagna stanno dimostrando proprio questo.