PCI: UNA COLLABORAZIONE
PER LO SVILUPPO POLITICO E DI CLASSE
DEL PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI

  Quando abbiamo deciso di dar vita al Forum ci siamo immaginati una situazione molto complicata nell'area comunista, ma non ci siamo scoraggiati perchè aprire un discorso nuovo che in luogo di ridicole frammentazioni metta in luce la necessità di un confronto serio sui contenuti di una prospettiva comunista rappresenta una novità non scontata.
  La nota sottostante è stata da noi inviata ai compagni del PCI per riprendere appunto una discussione organica che può rappresentare un passaggio nel modo di intendere lo sviluppo di una forza comunista che non sia di pura sopravvivenza.
  L'idea ammuffita dell'unità dei comunisti, che finora non è mai stata accompagnata dalla coscienza delle questioni e della prospettiva da affrontare, si è ridotta a un gioco dei quattro cantoni ed è quindi lontana di ciò che stiamo realizzando con il PCI.
  I nodi non sono sciolti, ci vuole tempo e verifiche e nessuna conclusione è scontata. Siamo dell'opinione però che sia arrivato il momento di uscire dal particolare e demolire con una insistente campagna di chiarificazione il pulviscolo di comunismi che ancora usano etichette con la falce e il martello.
  Quello che serve è capire, dopo la grande crisi che ha coinvolto anche i comunisti italiani, che il 'che fare?' è ancora all'ordine del giorno.


AI COMPAGNI DEL PCI

  Con questa nota cerchiamo di anticipare il confronto che abbiamo previsto nel corso degli ultimi contatti. Intanto ci rallegriamo che attorno al PCI si registri un interesse maggiore del passato e questo dimostra che si sta consolidando un’immagine di partito più convincente. Però, come si sa, gli esami non finiscono mai e siamo costretti, obtorto collo, a misurarci con una realtà che non fa sconti.

  Andiamo al dunque sui problemi.

  1) Crediamo che la discussione sul fronte costituzionale e sul progetto di alleanze vada senz'altro approfondita. I comunisti devono uscire da una visione minoritarista del loro ruolo e, anche se mancano soluzioni immediate, svolgere una funzione di orientamento politico di massa.

  2) L'avvenire del partito dipende da come riusciamo a impostare la ripresa approfondendo la base strategica e il rapporto di continuità con la storia del P.C.I. Andrebbe aperta perciò una campagna culturale di orientamento rivolta all'area comunista per tracciare una linea di demarcazione rispetto al radicalismo e ai comunismi improvvisati, ma anche fare chiarezza sul passato.

  3) La questione operaia non è un problema ideologico, ma una capacità concreta di modificare una condizione di subalternità al sindacalismo consociativo e alla strumentalizzazione di un certo sindacalismo di base. Questo è un compito essenziale dei comunisti e su questo andrebbe impostato un lavoro organizzato.

  4) La formazione dei quadri in un partito comunista va declinata non in politichese, ma su come i comunisti si pongano come avanguardia di un processo di trasformazione con fini strategici tenendo conto delle esperienze passate e delle sconfitte. Meno retorica comunista quindi e più capacità di analisi, concretezza e assunzione di responsabilità storica.

  A noi interessa discutere e lavorare su questi punti che riteniamo essenziali per l'immagine e lo sviluppo del partito. Aspettiamo dunque una vostra valutazione su come andare avanti nella nostra collaborazione. E' ovvio che se poniamo i punti di cui sopra, ravvisiamo un ritardo che vorremmo superare assieme. Un contributo alla trasformazione e allo sviluppo.


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