CONTRO LE FABBRICHE DELLA MORTE
E LE SPESE MILITARI
Per lo sviluppo di un movimento unitario e diffuso
La Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti di Torino aderente alla CUB ha dato inizio a una campagna contro le spese militari e si ripropone anche di affrontare in concreto il problema delle riconversioni militari delle fabbriche e di quelle che le armi già le producono.
Assieme a questo, come è specificato nel volantino-appello che [qui] pubblichiamo si parla di riarmo e spese militari che peseranno sulla pelle dei lavoratori e contro cui bisogna battersi.
E' superfluo sottolineare che è molto importante che ci sia movimento contro le fabbriche della morte e contro le relative ipotesi di riconversione industriale, come il passaggio dai veicoli ad uso civile ai carri armati. Bisogna combattere l'idea stessa di preparazione della guerra a partire proprio da coloro che si intendono coinvolgere materialmente nella produzione degli strumenti che la preparano.
Riportiamo [qui] anche la cronaca, ripresa dal Fatto quotidiano, dell'attività contro la preparazione degli strumenti di guerra della rete di comitati civici e associazioni della valle del Sacco con Anagni, dove è prevista una mobilitazione per il 3 maggio, e Colleferro, cittadina a 50 Km da Roma già nota perchè si è formata proprio attorno alle fabbriche di morte a partire dall'inizio del secolo scorso. Nel 1938, in pieno boom produttivo per le guerre del fascismo, la cittadina fu devastata da un’esplosione che provocò 60 morti e centinaia di feriti.
Queste esperienze vanno seguite e generalizzate, nella consapevolezza che le guerre non sono una fatalità, ma vengono sistematicamente preparate e bisogna concretamente impedirlo.
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