PER UNA PIATTAFORMA COSTITUZIONALE
DEMOCRATICA E ANTIFASCISTA

  che sappia sviluppare in Italia un movimento unitario
contro la guerra,
contro la demolizione della Costituzione Repubblicana,
contro la liquidazione dei principi di difesa dei lavoratori
e dei cittadini previsti dalla Costituzione
rispetto alle condizioni sociali e alle libertà di espressione.

Non possiamo più aspettare né delegare ad altri

questioni che attengono al futuro dei cittadini italiani, dei lavoratori, dei giovani, delle donne, che è minacciato dalle prospettive di guerra, dalla demolizione delle strutture costituzionali, dall’introduzione di principi in netto contrasto con le fondamenta antifasciste della Repubblica, dall’imposizione di programmi economici e sociali che favoriscono rendite e profitti e vanno contro gli interessi dei lavoratori.
  Il governo Meloni - ne siamo consapevoli - rappresenta tutto questo. Per cambiare le cose dobbiamo sconfiggerlo e soprattutto attrezzarci da subito per sconfiggerlo. Questa è la sfida che si è aperta e con la quale dobbiamo fare i conti.
  Il primo passaggio che ci aspetta nel nostro percorso è il Referendum sulla riforma del sistema giudiziario. Una risposta netta, un NO che prevalga al Referendum, rappresenterebbe una vittoria importante sui progetti neofascisti e autoritari del governo Meloni, una sorta di avviso di sfratto. Anche questo passaggio va vissuto però partendo dalla mobilitazione dal basso che si colleghi a tutto ciò che si muove per far vincere il NO. Sentirsi uniti ed essere convinti che si può vincere.
  Ma lo scontro decisivo saranno le elezioni politiche del 2027. Questa scadenza non va vista come una questione elettoralistica, ma come una battaglia dal cui esito dipenderà se l'Italia rimarrà un paese che viene gestito contro la Costituzione oppure si aprirà la possibilità di spazi di libertà e di un nuovo corso nella vita economica e sociale dei cittadini e dei lavoratori.

Ma come si arriva alla scadenza elettorale del 2027?

Come si va configurando quel campo largo che dovrebbe rappresentare l'alternativa al governo Meloni? Aldilà delle parole, siamo costretti a constatare che una parte consistente di quella che dovrebbe essere l'alternativa condivide i progetti di guerra del neo-imperialismo europeo.
  Questo rappresenta una discriminante insuperabile tra chi vuole la pace e chi continua a sostenere una guerra le cui radici affondano nell’espansione aggressiva della NATO.
  Per questo riteniamo che bisogna muoversi per costruire un fronte politico costituzionale che abbia alla base un programma chiaro e impedisca il gioco delle tre carte che ci porterebbe ad una sicura duplice sconfitta, quella di chi vuole effettivamente il cambiamento e quella di chi si illude che il governo possa essere battuto con un’alternativa ambigua ed evanescente.
  Per questo il programma che deve portarci alla vittoria contro il governo Meloni e su cui dobbiamo unire i cittadini italiani deve essere basato su alcuni chiari presupposti politici:

● l'uscita dell'Italia da ogni forma di guerra e dal finanziamento e sostegno delle guerre in atto, e il rifiuto dalla politica di riarmo che prepara nuove guerre e di regimi politici autoritari che insegnano ai giovani di prepararsi alla guerra;
● l'opposizione a ogni tentativo di modificare l'assetto costituzionale per imporre una gestione autoritaria delle strutture della Stato - a partire dal premierato - e la lotta contro le politiche repressive con leggi speciali e controllo dell'informazione;
● il cambiamento della politica economica e sociale del governo per ridare ai lavoratori e ai cittadini una condizione di vita adeguata a ciò che i principi costituzionali prevedono, in particolare il diritto alla salute, alla casa, al lavoro e a una retribuzione dignitosa.

Se vogliamo ottenere questi risultati bisogna fare in modo che ci sia

un grande risveglio unitario e di protagonismo

che abbatta steccati e crei le condizioni per un’alternativa vera. Ciascuno si prenda la responsabilità di fare la sua parte organizzando e unificando il movimento nel territorio, nei posti di lavoro, nelle scuole. Facciamo capire a chi parla di alternativa che la parte migliore della società italiana sa quello che vuole e saprà imporre il suo punto di vista.



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